BOSCO VICENNE Fraine

A circa 2 km dal centro abitato di Fraine, si estende Bosco Vicenne, un ambiente naturale di straordinario fascino, da percorrere attraverso i suoi sentieri battuti o i percorsi di trekking. Lungo questi percorsi, le specie arboree più significative sono la roverella, l’ornello, il carpino nero, il carpino bianco, l’acero montano e il cerro. Tra questi rami è facile incontrare il picchio o la ghiandaia dei boschi, la tortora e la beccaccia. Ma Bosco VIcenne è anche soprattutto un luogo carico di storia e misticismo. È il regno delle leggende, degli echi delle scorribande dei briganti, dei racconti tramandati dai pastori, e anche delle sacre apparizioni. Secondo la tradizione orale è dalla voce proveniente da una quercia del bosco che la Madonna si rivela ad una pastorella sordomuta facendola guarire miracolosamente. Ed è dalla fortuna di questo racconto che sotto le fronde di quegli stessi alberi il bosco custodisce in un clima di pace mistica il Santuario campestre di Santa Maria di Mater Domini, di fondazione benedettina. Il 31 Maggio di ogni anno, il giorno della Festa, il bosco vede confluire ogni anno sui suoi prati, antistanti la piccola chiesa, gli abitanti dei comuni di Fraine, Castiglione Messer Marino, Carunchio e Roccaspinalveti.

Ma il bosco accoglie anche i devoti del Romitorio San Domenico, la cui origine è legata al racconto di un altro straordinario miracolo. Questa volta è dal buco di un fosso nel bosco che si ode la voce di San Domenico, invocato da un contadino caduto in una voragine piena di serpi. Scampato alle serpi per intercessione del Santo, l’uomo diede in dono al curato i suoi beni per far costruire la chiesetta affinché tutto il paese e i pastori del luogo, che in quelle terre portavano al pascolo le loro greggi, potessero trovar aiuto e protezione dal Santo Taumaturgo ed aver rifugio e consolazione nella fatica e solitudine legata alla vita dura del pastore.

Bosco Vicenne vanta pure la presenza di reperti archeologici significativi come presunte postazioni romane e Are votive. La presenza di materiale archeologico attesta forse che quest’area fu frequentata sin dall’antichità e non è da escludere che le chiese non siano anche la continuazione di un culto pagano che in seguito assunse forme e contenuti cristiani.

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