VINI E LIQUORI

Il vino abruzzese nell’ultimo decennio ha ottenuto consensi internazionali di mercato e di critica su riviste, guide e nei principali concorsi enologici di tutto il mondo. Si tratta di un successo al quale hanno contribuito diversi fattori, primo fra tutti la scelta di puntare sulla valorizzazione del territorio e dei suoi vitigni autoctoni più importanti, in particolare il Montepulciano e il Trebbiano abruzzese, ma più di recente, anche su altre varietà minori come Passerina, Pecorino e Cococciola.Il Montepulciano, di cui si hanno notizie certe della sua presenza in Abruzzo sin dalla metà del ’700, è oggi considerato uno dei grandi vitigni autoctoni a bacca rossa d’Italia e costituisce la base del Montepulciano d’Abruzzo DOC (che conta anche la tipologia Cerasuolo).È un vino che si evidenzia per duttilità che lo fa apprezzare già a 8-10 mesi dalla vendemmia ma che gli consente di assumere complessità nel tempo grazie alla sua grande attitudine all’invecchiamento. Conserva integra l’intensità di colore, che va dal rubino al granato, i profumi che ricordano la marasca e i piccoli frutti neri, accompagnati da note leggere di spezie e il gusto deciso, lievemente tannico se bevuto giovane, invece avvolgente, vellutato con un finale che richiama la liquirizia ed il cioccolato se invecchiatoIl Cerasuolo prende il nome dal colore rosa ciliegia che si ottiene dalla breve macerazione a freddo che non supera mai l’arco di una notte; è un vino fresco dai profumi di frutta rossa, particolarmente apprezzato per la sua piacevolezza e la sua buona bevibilità.Il bianco per eccellenza è il Trebbiano d’Abruzzo, dal colore giallo paglierino, che si caratterizza per la freschezza olfattiva e gustativa su note floreali e di mela matura. Sfumature più accentuate, con toni agrumati e di erbe di campo, regalano invece i buonissimi bianchi da uve Malvasia, Cococciola e Pecorino.Un posto a parte merita il vino cotto. Molto considerato nelle occasioni speciali, è un vino da dessert già noto ai romani. Ancora oggi, soprattutto nell’entroterra, alla nascita dei figli viene messo ad invecchiare in una piccola botte di legno che sarà aperta anni dopo in occasione del loro matrimonio.Nel tempo la tradizione erboristica e liquoristica del territorio si è arricchita di diverse ricette tramandate poi nei secoli, che hanno dato luogo a prodotti di ottima qualità, genuini e altamente digestivi.La Ratafia è un liquore diffuso in tutto il vastese, a base di amarene e di vino rosso ottenuto da uve del vitigno Montepulciano. È tradizionalmente prodotta ponendo, in proporzioni variabili secondo la ricetta locale, amarene mature, intere o snocciolate, e zucchero dentro recipienti di vetro esposti al sole per circa 30 giorni, al fine di favorire la fermentazione. Al prodotto così ottenuto si aggiunge poi il vino rosso, lasciando macerare e agitando periodicamente il tutto per almeno altri 30 giorni, ma si può arrivare anche a 5-6 mesi. Il prodotto è poi filtrato e imbottigliato.

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